Psicologia clinica



Tipi di intervento:

  1. Psicoterapia:

    • all’adulto ed all’anziano

    • al famigliare dell’anziano

  1. Valutazione neuropsicologica

  1. Formazione e supervisione del personale sanitario e non (associazioni di volontariato, gruppi di famigliari)

    • formazione su tematiche psicologiche

    • supervisione casi

1) Psicoterapia

Che cosa è la psicoterapia? La psicoterapia è quella branca della psicologia che si occupa della cura dei disturbi della mente. Sebbene si tenda a far coincidere il termine “disturbo mentale” con quello di “pazzia”, in realtà la psicoterapia mira a curare una serie di problemi estremamente comuni: dalla depressione ai disturbi ansiosi, dagli attacchi di panico alle fobie.

Che cosa è uno psicoterapeuta? Lo psicoterapeuta è un laureato in psicologia o in medicina, che al termine del primo ciclo di formazione universitari, conclude un corso di specializzazione in psicoterapia della durata di quattro anni. Mentre uno psicologo può operare degli interventi di sostegno, l’azione dello psicoterapeuta è maggiormente delicata in quanto interviene ad un livello più profondo. 

In cosa consiste l’intervento psicoterapeutico? Sebbene esistano diversi tipi di psicoterapie, ciò che accomuna la maggioranza di esse è il prevedere un percorso nel quale lo psicoterapeuta accompagna il paziente ad una maggiore consapevolezza del proprio funzionamento psichico, compresi quei meccanismi che conducono ad un disagio. Lo psicoterapeuta non è quindi né un “maestro” e neppure un rivelatore di misteri, ma colui che sostiene il paziente lungo questo percorso di migliore conoscenza di sé.

In quali casi la nostra associazione prevede un intervento di psicoterapia? Al fine di identificare l’intervento più adatto alla persona che chiede aiuto presso l’associazione, prevediamo da uno a tre colloqui preliminari, ai quali può far seguito un intervento di sostegno, di psicoterapia, oppure un’indicazione per percorsi di cura non psicologici.

Nello specifico, la psicoterapia risulta ad esempio adatta a:

  • adulti e anziani con problemi di natura ansiosa e/o depressiva

  • situazioni di lutto

  • reazioni ad eventi stressanti

  • persone in crisi nell’assistenza di famigliari anziani con disturbi cognitivi e/o del comportamento (es. malattia di Alzheimer)


2) Valutazione neuropsicologica

Con la valutazione neuropsicologica lo psicologo ottiene un profilo del livello di funzionalità delle diverse abilità mentali dell’individuo: memoria, attenzione, abilità logiche e di ragionamento, pianificazione, ecc. Essa consiste in un primo colloquio clinico al quale fa seguito la somministrazione di una serie di test.

Quando può risultare utile una valutazione di tipo neuropsicologico?

In tutte quelle situazioni nelle quali si ritenga sia subentrato un calo nella funzionalità delle abilità mentali, come, ad esempio, nel caso di esiti di eventi traumatici: traumi cranici, interventi chirurgici a livello cerebrale, ictus, ecc.

Nel caso dell’anziano, la valutazione neuropsicologica risulta invece utile nelle seguenti situazioni:

  • sospetto di insorgenza di demenza (es malattia di Alzheimer)

  • precisazione dello stadio di demenza ed individuazioni delle risorse ancora presenti nell’individuo


3)  Supervisione del personale

L’obiettivo di un’attività di supervisione condotta da uno psicologo è quello di permettere ad un gruppo di operatori un confronto costante sul tema degli aspetti emotivo- relazionali del lavoro con l’anziano e si pone come intervento di miglioramento della qualità dell’approccio psicologico del personale e una prevenzione del fenomeno del burn-out..

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Metodo di lavoro: un gruppo si supervisione prevede la partecipazione 8-10 persone. La durata di ogni incontro è di circa un’ora e trenta e gli incontri hanno frequenza quindicinale. Sebbene nel corso del tempo siano possibili modesti cambiamenti nella composizione del gruppo, è di grande importanza che un nucleo di base rimanga stabile.